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L’arte di Frida Kahlo

Per gli amanti d’arte e non solo, al Mudec di Milano si sta svolgendo, fino a fine Maggio, la mostra dedicata ad una delle più grandi artiste messicane di tutti i tempi. Lei è Frida Kahlo, che oltre ad essere una grande pittrice, fu una grande donna, forte e sensibile. Una donna straordinaria, oggi simbolo di coraggio e passione, che non si è mai abbandonata alle tragedie che l’hanno colpita.

Frida non ha avuto una vita semplice, la sua malattia e l’incidente in cui fu coinvolta nel 1925 a Città del Messico, hanno cambiato per sempre i suoi desideri e i suoi sogni.

Nonostante le molte difficoltà, Frida ha fatto della sua arte, della sua pittura, il suo sfogo personale verso quel mondo che tanta cattiveria le ha donato. I suoi dipinti infatti rappresentano il suo mondo, quello che le succedeva intorno e come affrontava tutto ciò. Che tu sia amante d’arte o meno, la storia di questa donna, ti sconvolgerà.

Autoritratto con treccia, Frida

Autoritratto con treccia

Frida nasce nel 1907 a Coyocán, un sobborgo di Città del Messico, dove trascorre l’ infanzia con la famiglia e l’amato padre, nella futura Casa Azul, una bellissima casa tipica messicana dalle pareti blu. All’età di sei anni si ammala di poliomelite, una malattia che le colpisce la gamba destra e la obbliga al riposo forzato per parecchio tempo.

È durante l’adolescenza che vede per la prima volta quello che sarà il suo grande amore, Diego Rivera. Diego è un grande pittore messicano e sta dipingendo un affresco nel collegio in cui Frida studia medicina e figura tra le migliori studentesse.

Il 17 Settembre 1925 l’autobus su cui viaggia la giovane Frida Kahlo viene investito da un tram e i danni che la ragazza riporta sono devastanti. Nonostante la colonna vertebrale spezzata, Frida, costretta a letto per molto tempo, trova forza nella pittura. Grazie al grande specchio che la madre fa montare sopra al suo letto, Frida inizierà a dipingere se stessa.

“Dipingo autoritratti perché sono la persona che conosco meglio”

Autoritratto con collana, Frida

Autoritratto con collana

È grazie all’amicizia con Tina Modotti, una famosa attrice e aspirante fotografa, che Frida muove i primi passi nel mondo politico e sociale; frequentando grandi pittori messicani e componenti del movimento rivoluzionario messicano. In questo periodo della sua vita Frida propone a Diego Rivera di valutare alcune sue opere, tra cui i primi autoritratti; lui ne scorge le evidenti doti artistiche e la supporta a continuare a dipingere.

“Vorrei darti tutto quello che non hai mai avuto, e neppure così sapresti quanto è meraviglioso amarti”

Ben presto il loro rapporto professionale si tramuta in qualcosa di più personale fino al 1929 anno in cui la giovane ventiduenne Frida e Diego, di vent’anni più grande, si sposano. Gli anni che seguono saranno fondamentali per le opere di Frida che seguirà Diego a San Francisco, dove lui viene scelto per un’importante progetto. Qui e successivamente a New York dipingerà alcuni celebri ritratti tra cui quelli di Eva Frederick e di Luther Burbank.

Frida e Diego in quegli anni provano ad avere un figlio, che perderanno in seguito ad una grave emorragia, che cambierà profondamente la vita di Frida. L’opera che racconta il grave evento subito è intitolata “Ospedale Henry Ford”. Qui la Kahlo si rappresenta nuda in una stanza d’ospedale. Dal suo corpo partono alcuni filamenti legati ad alcuni elementi che simboleggiano le emozioni provate in quel momento.

Ospedale Henry Ford, Frida

Ospedale Henry Ford

Nel periodo successivo Frida dipingerà alcune tra le sue opere più importanti. Spiccano “Autoritratto al confine fra il Messico e gli Stati Uniti” e “Il mio vestito è appeso là, o a New York”. Entrambe opere che raccontano la sua esperienza nelle grandi metropoli americane così diverse dal suo amato Messico.

“Scegli una persona che ti guardi come se fosse una magia”

Negli anni che seguono il ritorno in Messico, Frida dovrà affrontare i ripetuti tradimenti del marito e le sofferenze che questi avvenimenti le causano. Nel 1938 l’opera “Ciò che l’acqua mi ha dato” sarà l’occasione per Frida di far conoscere le sue opere in Messico, dove la sua arte è poco conosciuta.

Nello stesso anno Frida Kahlo inaugura la sua prima mostra a New York, riscuotendo grande successo. È in questo suo viaggio americano che Frida, si fa fotografare da Nickolas Murray in alcuni celebri scatti che rappresentano al meglio la sua personalità e la sua grande anima. Immortalata nei suoi tipici abiti messicani colorati, le acconciature arricchite dai fiori e i numerosi anelli indossati, le foto scattate rimangono tutt’ora tra le più belle della pittrice.

Fotografia a Frida

“Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te”

L’anno successivo Frida espone alcuni suoi quadri alla mostra parigina Mexique organizzata da Breton. Qui ha modo di conoscere alcuni dei più importanti artisti di quei tempi: Picasso, Juan Mirò e Kandinskij. Frida conquista Parigi e il Louvre include la sua opera “La cornice” nella sua collezione permanente, inserendo così per la prima volta un’opera messicana in un museo.

Rientrata a Città del Messico, dopo aver scoperto il tradimento di Diego con la sorella, Frida si separa da lui e dopo essersi trasferita nuovamente nella sua Casa Azul, arricchita di oggetti e animali, dipinge una delle sue opere più conosciute “Le due Frida”.

Gli anni a venire segnano importanti traguardi nella sua vita artistica. Alcune opere compaiono all’Esposizione Internazionale del Surrealismo a Città del Messico, alla Golden Gate International Exhibition del 1940 a San Francisco e il MoMa di New York espone “Le due Frida” alla Twenty Centuries of Mexican Art. Frida è ormai molto famosa al di fuori del suo Messico.

“Hanno pensato che fossi una surrealista, ma non lo ero. Non ho mai dipinto i miei sogni. Ho dipinto la mia realtà”

Frida e Diego si risposano nello stesso anno; Frida inizierà a dipingere “Autoritratto come Tehuana” che in seguito diverrà “Diego nei miei pensieri” che porterà a termine qualche anno più tardi, inserendo in un secondo momento la figura di Diego nel dipinto, al centro della sua mente. Come ad indicare la presenza costante di Diego nella sua vita e nei suoi pensieri.

Diego nei miei pensieri, Frida

Diego nei miei pensieri

Nel 1943  le condizioni fisiche di Frida peggiorano al punto da dover affrontare una nuova operazione chirurgica da un medico di New York, il dottor Philip Wilson, consigliatole dall’amico Boytler, al quale regala il dipinto “Cerbiatto o il cervo ferito”.

Dopo l’operazione le condizioni fisiche di Frida non fanno che peggiorare fino ad arrivare a dover indossare un busto in metallo per alcuni mesi. In questo periodo la Kahlo comincia a scrivere un diario in cui annota la sofferenza fisica a cui è sottoposta e dipinge “La colonna spezzata”, in cui esprime il dolore che prova.

La colonna spezzata, Frida

La colonna spezzata

“Non sono malata. Sono rotta. Ma sono felice, fintanto che potrò dipingere”

È in questo periodo di riposo forzato a letto che Frida dipinge “Senza speranza”. Come espresso nell’iscrizione nel retro del quadro dove scrisse ” Non mi rimane nemmeno l’ultima speranza…tutto si muove in accordo con ciò che è nell’ombelico”.

Senza speranza

Senza speranza

Sempre nello stesso anno Frida dipinge “Autoritratto”; una bellissima opera in cui si rappresenta vestita con un abito tradizionale messicano, con il viso segnato dalle lacrime e il merletto che risalta intorno al volto, secondo me uno dei suoi dipinti più belli.

Negli ultimi anni la vita di Frida diventa sempre più difficile. La malattia ormai non le lascia ne tregua ne speranza ed è costretta a letto, sovraccaricata di medicinali. Non vuole però smettere di esprimersi attraverso l’arte e così dipinge alcuni corsetti che era costretta a portare, raffigurando la maternità e la sua fede politica.

Autoritratto, Frida

Autoritratto

Nel 1953 la sua amica Lola Alvarez Bravo organizza a Città del Messico la prima mostra personale di Frida Kahlo. Il medico le proibisce di partecipare per le condizioni di salute critiche in cui riversa. È allora che Frida decide che non avrebbe mai potuto rinunciare a presenziare alla sua mostra e sotto consiglio di Diego, viene trasportata fino alla galleria insieme al suo letto a baldacchino.

Frida ha modo di ritrovare vecchi amici di infanzia e ammiratori presenti alla sua mostra, e realizza che probabilmente le resta poco tempo da vivere. Frida Kahlo muore nel 1954 a causa di una polmonite, all’età di 47 anni, dopo aver regalato a Diego, la sera prima, un anello per il loro venticinquesimo anniversario di nozze.

“Aspetto felice la partenza e spero di non tornare più”

Casa Azul divenne in seguito un museo (aperto tutt’ora), in cui sono esposte le maggiori opere di Frida e gli oggetti che hanno fatto parte della sua vita, fiori, maschere e giocattoli. Oltre naturalmente ai suoi bellissimi abiti, ai suoi libri e ai suoi gioielli.

Frida

Negli ultimi trent’anni le opere di Frida Kahlo sono aumentate di valore, grazie anche alla figura della pittrice resa celebre da film, libri e documentari. Frida è ora la donna che ha raggiunto la cifra più alta per una opera d’arte ad un’asta, e le vengono costantemente dedicate mostre in tutto il mondo.

La figura di Frida è associata alla forza, alla speranza e alla tenacia con cui è riuscita ad affrontare la sua vita. Difficile e travagliata, ricca di avvenimenti che l’hanno profondamente segnata. Senza tutto ciò, la sua arte ne avrebbe sicuramente risentito.

La storia d’amore con Diego è stata non convenzionale e instabile per gran parte del suo corso. Diego e Frida infatti hanno sempre avuto contrasti, in quanto le loro menti e bisogni erano diversi. Come disse lei, però, lui è riuscito a salvarla nel momento del bisogno e sicuramente deve anche a lui la grande forza d’animo che l’ha sempre contraddistinta.

Ritratto di Diego Rivera, Frida

Ritratto di Diego Rivera

La mostra di Frida Kahlo a Milano mi ha emozionata molto, vedere le sue opere e la sua tecnica dal vivo è stato entusiasmante. La sua storia e i momenti cruciali della sua vita sono li, pronti a essere scoperti da chiunque voglia lasciarsi trasportare nel magico Messico di Frida.

La mia balia e io, Frida

La mia balia e io

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