Riflessioni: Come ho iniziato a viaggiare

Spesso mi soffermo a pensare a quanto io sia cambiata negli ultimi anni, a quanto sia diversa da quella ragazza che stava in bilico nella vita, come se da un momento all’altro dovesse cadere. Rifletto su quanto ho acquisito grazie ai viaggi, a ciò che mi ha permesso di investire del tempo nelle mie passioni, a non soffermarmi solo su ciò che bisogna fare per dovere.

Anni fa non viaggiavo molto, anzi non viaggiavo per nulla. Ma non perché il tempo non me lo permetteva, ma perché qualcosa mi bloccava. La paura di salire su un aereo in primis, il fatto di allontanarmi da casa o semplicemente di modificare la mia routine. Mi limitavo ad essere ordinaria nella quotidianità, a non sperimentare, a soffermarmi solo ed esclusivamente sul lavoro. Poi qualcosa è cambiato.

É cambiato dopo i primi viaggi, dopo l’emozione dell’uscire dagli schemi, dopo aver compreso che scoprire ciò che ci circonda è l’unica via possibile per aprirsi al mondo. Sono cambiata dopo un periodo buio che mi ha segnata, che mi ha aiutata a capire cosa per me fosse importante, a cosa avrei potuto rinunciare e modificare nella mia vita per renderla migliore.

E da quel momento nulla è stato come prima.

Ho preso in mano la mia vita e ho cominciato a fare ciò che mi piaceva, a dedicare più tempo a me stessa e ai viaggi.

Io a Praga

Piacere, sono Selene.

Non sono una di quelle persone che ha iniziato a viaggiare sin da bambina, purtroppo non ho avuto questa grande possibilità. A parte le classiche vacanze estive, di cui sono grata, sulla riviera romagnola e quella ligure con i miei genitori, e qualche gita fuori porta in montagna, la piccola me non ha mai avuto modo di sperimentare il viaggio nella sua forma più reale.

Ho iniziato realmente a viaggiare circa dieci anni fa, con il mio fidanzato (ora marito), che di ritorno dall’anno trascorso in Irlanda mi propose di tornarci insieme. Dublino fu la prima città che visitai al di fuori dell’Italia, la mia prima volta in aereo.

Affrontai quel viaggio con la giusta spensieratezza di chi lo fa per la prima volta, senza sapere bene cosa aspettarmi, d’altronde non ero molto esperta nel campo. Fu bellissimo. Quei quattro giorni mi permisero di comprendere quanto c’era di diverso oltre a ciò cui ero abituata, a quanto c’era da scoprire e capire intorno a me.

Dublino

Non fu propriamente il mio trampolino di lancio nel mondo dei viaggi, perché si sa, la vita ti pone sempre delle scelte, e in quel caso decisi di lasciare andare i viaggi per un tempo indefinito. Ricominciai qualche anno dopo, all’inizio solo con qualche località di mare, poi piano piano scoprii quanto organizzare i miei viaggi da sola mi piacesse.

Così cartina in una mano e block notes nell’altra, cominciai a fantasticare su quali città europee avrei voluto visitare per prime. E immancabilmente la prima fu lei: Parigi. Perché dovete sapere, che anche se la piccola bimba Selene, non aveva mai viaggiato, aveva un sogno ricorrente nella mente, ovvero visitare la città francese per eccellenza. Questo perché sono sempre stata un’inguaribile romantica, e Parigi e la sua torre luminosa hanno sempre avuto un certo fascino su di me.

Parigi

Dopo Parigi, sono seguiti molti altri viaggi. Fino al punto di decidere di aprire questo blog nel 2016.

L’idea mi frullava nella mente già da qualche tempo, il pensiero di riuscire a coniugare due delle mie più grandi passioni, la scrittura e il viaggio, era per me fonte di entusiasmo. Così, senza grandi pretese, aprii The Wool Plaid. Scelsi il nome d’istinto, appuntai varie idee su un foglio bianco e valutai che questa era la scelta migliore. The Wool Plaid vuol dire La Coperta di Lana, un modo per percepire che si tratta di un blog con cui, tramite la sua lettura, potersi rilassare. Un nome che non condiziona necessariamente il mondo del viaggio, ma che crea la base per nuovi spunti e argomenti.

La piazza di Madrid
La bontà della cucina siciliana

La libertà del viaggio

Come dice una citazione famosa:

“Le radici sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove”

Il viaggio mi trasmette mille sensazioni contrastanti: libertà, leggerezza, energia, entusiasmo, comprensione, indipendenza. Permette di aprirmi al mondo e accogliere tutto ciò che di bello e brutto ha da offrire, e non importa se il viaggio è vicino casa o in continenti lontani, il concetto è lo stesso, le emozioni sono le stesse. Viaggiando conosci culture diverse dalla tua, stili di vita, abitudini e usi in contrasto a ciò cui si è abituati.

Apprendi che ciò che conosci tu, quello che reputi la normalità, non lo è. Che fuori da casa tua, ci sono mille possibilità, mille nozioni da imparare, mille popoli da conoscere, mille culture, mille punti di vista da cui vedere la vita, scopri che ogni popolo ha le sue priorità e i suoi valori. E tutto ciò ti fa sentire un minuscolo puntino in quello che è il mondo.

La libertà di scoprire ciò che ci circonda non è paragonabile a nient’altro.

Vista sulla caldera di Santorini

Sono dell’idea che noi siamo i registi della nostra vita, che le scelte che facciamo determinano le persone che siamo e che vogliamo diventare. È inutile lamentarsi della propria vita se poi non si cerca di migliorarla il più possibile. Tutto è possibile basta crederci.

Cosa cerchi in un viaggio?

Capita spesso di sentirmi rivolgere questa domanda, ma una risposta certa non c’è, perché ad ogni viaggio non si è mai pronti ad affrontare ciò che è li per esserci donato. Posso dirvi cosa cerco a livello materiale, ciò che può essere toccato con mano, ma non quello che a livello emotivo ogni volta mi viene lasciato.

Io sono un’amante della storia. Amo tutto ciò che possa richiamare tempi più o meno lontani e in una città, ad esempio, prediligo sopratutto soffermarmi sui beni storici e culturali. Questo non vuol dire che disdegno le grandi metropoli moderne, che hanno in egual modo un gran fascino su di me, ma il più delle volte prediligo altro.

E poi c’è la cucina. Che a mio avviso, vale da sola come motivazione per prendere e partire. Adoro sperimentare nuovi sapori e nuovi abbinamenti, immergermi in una nuova cultura pienamente! Una delle cucine che più mi è piaciuta? La cucina danese, a base di pesce fresco e verdure.

Piatti della cucina danese

Come ho superato la paura di volare

Durante i primi viaggi ero terrorizzata dall’idea di prendere l’aereo. Vivevo ogni istante del volo, dal decollo all’atterraggio con ansia, brividi e paura. Ero li pronta ad aspettare la tragedia, il momento esatto in cui sarebbe successo qualcosa. Con gli occhi, ovunque, scrutavo ogni movimento, delle hostess, dei passeggeri, delle ali del velivolo, cercavo in ogni dove qualcosa che non andasse.

Mai avrei pensato di riuscire ad affrontare voli di lunga tratta considerato che faticavo ad affrontare i viaggi di un’ora. Poi con il passare del tempo e l’aumentare dei viaggi mi resi conto che per quanta paura avessi, non avrei mai rinunciato a viaggiare. Che questa mia passione era ciò che mi spingeva ad andare oltre i miei limiti, oltre ciò che ero. Che per quanta paura avessi, la voglia di viaggiare era più forte!

Così cercai ogni volta di essere più coraggiosa, e ora posso dirti che non ho più paura di volare, ma che anzi, sono felice quando devo partire, perché la sensazione di essere sopra le nuvole mi fa sentire libera.

E tu cosa provi quando viaggi?

Aereo in volo su Londra





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