Viaggio in Marocco: le emozioni che non ti aspetti

Viaggio in Marocco

Ho pensato molte volte a come avrei iniziato questo post e a come sarei riuscita a trasmettere tutto ciò che ho provato durante questo viaggio in Marocco, ricco di sensazioni contrastanti, senza sembrare troppo estrema. Sono convinta che in fondo quello che conta è la sincerità delle parole, l’essere chiari su ciò che davvero si è vissuto in viaggio.

Anche se può non essere stato tutto positivo.

Perché io sono qui per raccontare la mia esperienza, il mio viaggio incredibile e ciò che ha contribuito a renderlo tale. Una bellissima scoperta che però non so se rifarei. Il Marocco è stato il paese delle contraddizioni, del nero e del bianco, del negativo e del positivo. Totalmente inaspettato. Un paese magnifico, che ha molto da raccontare ma in cui c’è bisogno di tutta la pazienza e la tranquillità fisica e mentale necessaria ad affrontarlo. Perché il Marocco non è un paese semplice. Di quelli in cui sai già come andrà, senza preoccupazioni, dove puoi passeggiare per strada tranquillamente e senza problemi improvvisi.

E questo può piacere e non piacere, ma è un dato di fatto.

Il Marocco ti entra dentro e sconvolge le tue emozioni. Un paese che ti lascia ricordi indelebili e unici, un paese che ti cambia nel profondo.

Uno scorcio del sua di Marrakech

La forza di un viaggio

Sognavo il Marocco da molto tempo, da ancor prima che spopolasse e diventasse così acclamato e turistico come nell’ultimo anno. Volevo però esser pronta. A lasciarmi andare ad una cultura completamente diversa dalla mia, ad avere la percezione reale di ciò che questo viaggio mi avrebbe donato. E cosa invece sarebbe potuto essere in contrasto con ciò cui ero abituata.

Quando la voglia di visitare questo paese prese il sopravvento, e cliccai acquista sul tastino per i biglietti aerei, era fatta. Iniziai ad organizzare il viaggio con qualche mese d’anticipo, da perfezionista quale sono, volevo che tutto fosse accuratamente delineato. Immaginate la mia emozione ed il mio entusiasmo! Sperimentai tanti itinerari diversi, finché non arrivai ad una decisione definitiva e il viaggio prese forma.

Nel momento esatto in cui comunicai ad amici e parenti di aver organizzato la mia esperienza in Marocco, furono tutti subito pronti con la fatidica domanda “ma non è pericoloso?”. Ed io come ogni volta, fui pronta a rispondere che no, mi ero molto documentata e che questa cosa della sicurezza in Marocco era una paura generale delle persone data dai pregiudizi ancora largamente diffusi in Italia.

Sono partita con la mente più aperta possibile e l’entusiasmo di una bambina. Sono partita consapevole di stare andando in un paese con un’altra religione, in cui molte cose differenziano dalle nostre. Sono partita con l’energia e la voglia di scoprire, come quando sai che stai per affrontare un bellissimo viaggio.

Una barca blu al porto di Essaouira

Sensazioni

La prima tappa del mio viaggio in Marocco è stata Marrakech. Una delle destinazioni più in voga in questo momento, molte persone la scelgono infatti come meta anche solo per trascorrervi un week end.

Marrakech ha un fascino disarmante. Una bellezza rara e preziosa, una di quelle città incasinate e frenetiche. Ricca di persone che passeggiano in ogni direzione, verso suq carichi di prodotti artigianali e alimentari in ogni dove, che regalano però ad ogni svincolo un ambientazione diversa.

Siamo stati accolti nel nostro Riad, il Dar Akal, da Said, venutoci a recuperare alla fermata taxi appena fuori la Medina. Da subito la prima cosa che ho notato è stato l’odore. Un profumo buonissimo di spezie, di aromi e di cibi cucinati per strada. Se ci penso intensamente, riesco ancora a percepirlo. Said è stato fondamentale per la nostra permanenza in città, ci ha aiutati mentalmente e fisicamente.

Marocco on the road

Prima di partire avevo letto moltissimi racconti di viaggio di altre persone che erano state in Marocco e ne decantavano l’accoglienza da parte degli abitanti incontrati casualmente per strada e il loro calore. Purtroppo a noi questo non è capitato.

E non parlo dei venditori, davvero asfissianti nel cercare di proporti la loro merce, di entrare nel loro negozio o che vogliono soldi anche solo per scattare una foto. Questo potrebbe anche essere superabile, fa parte del loro modo d’essere e il bello di scoprire nuove culture è anche questo. Parlo di alcuni che cercano di ingannarti e deviare il tuo percorso portandoti in strade secondarie per poi farsi prepotentemente pagare, o che chiedono molti soldi solo per scattare una foto ad un punto particolarmente fotogenico. O di altri che ti minacciano per avere i soldi che hai con te.

Si, ci è successo anche questo. E per fortuna posso dirvi che la storia è finita bene, che Andrea con qualche graffio se l’è cavata senza che la situazione peggiorasse. Ma quando succedono questi episodi, sopratutto in viaggio, vi assicuro che destabilizzano.

Qualcosa in quel momento è cambiato in me, a tal punto da voler tornare a casa e mollare il viaggio al primo giorno. Grazie a Said e ad altre persone molto buone e disponibili che si sono prodigate per rassicurarci che l’episodio è stato solo un caso isolato, ci siamo fatti forza e abbiamo proseguito il viaggio.

Una via del pese di essaouira

Il tour del Marocco

Nei giorni seguenti non sono mancati altri episodi poco piacevoli, che ci hanno fatto comprendere che no, il Marocco non è una destinazione completamente sicura, a meno che tu non sia tanto ingenuo da crederlo. In alcune zone del paese, a mio avviso, il turista è visto solo come un modo per guadagnare soldi in più. Certo, non tutto il viaggio è stato cosi, spesso abbiamo incontrato persone meravigliose, come la famiglia del Riad Benchekroun di Meknes. Accoglienti, ospitali e rispettosi, ci hanno fatto sentire quel calore di cui spesso abbiamo sentito parlare, quell’accoglienza tipica marocchina che tanto è conosciuta nel mondo.

Il viaggio è proseguito in un crescendo migliore. I luoghi e le città visitate dopo Marrakech, hanno permesso a questo viaggio e all’opinione finale, di essere positiva. Probabilmente se fossimo tornati a casa dopo due giorni, ora sarei qui a dirvi che il Marocco è uno di quei luoghi in cui assolutamente non dovete andare.

Una donna lavora l'argan ad Essaouira

Posso dirvi, in base alla mia esperienza, che il Marocco è una terra ricca di fascino, di colori, di emozioni uniche e talmente bella che sarebbe peccato non visitare. Posso dirvi anche che però ci vogliono le giuste accortezze e quel senso di responsabilità in più che spesso in viaggio allentiamo un po’. Un viaggio incredibile, che mi ha regalato anche momenti bellissimi e di felicità, un viaggio che mi ha permesso nel bene e nel male di conoscere una cultura affascinante, ricca di contrasti ma con una storia passata suggestiva.

Un paese che consiglio di visitare a chi ha realmente voglia di scoprirlo, di non prendere superficialmente il viaggio solo perché “oramai ci vanno tutti”, ma comprendere che ogni luogo del mondo è diverso da un altro. Che ogni luogo ha le sue tradizioni, i suoi usi e costumi e tutto ciò va rispettato. Spesso e volentieri mi è capitato di incrociare turiste ben poco vestite quando il rispetto verso un’altra religione penso sia la cosa fondamentale, sopratutto per chi viaggia.

Il mio suggerimento, se volete organizzare un viaggio in questa terra unica, è quello di partire in gruppo, con qualche amico o tour organizzato e magari affidarvi ad una guida che saprà indirizzarvi verso i giusti percorsi, onde evitare di ritrovarsi in situazioni come le mie. Purtroppo non sempre le persone ci aiutano per generosità ma solo per un riscontro economico.

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