Tre giorni tra le dolci colline della Val d’Orcia: cosa fare e vedere

La Val d’Orcia è un sogno ad occhi aperti. Uno di quei luoghi tanto idilliaci da sembrare irreali.

Qui la natura, con il sapiente aiuto dell’uomo, è valorizzata e protagonista. Mentre si percorrono le strette vie panoramiche la prima cosa che salta all’occhio è il colore dorato dei campi, che risalta ancor di più con la calda luce di fine giornata. Un viaggio attraverso i suoi borghi arroccati e le numerose vigne in cui nascono vini pregiati, è un tuffo nel cuore della bellezza Toscana. Assolutamente imperdibile.

Il mio viaggio in Val d’Orcia è durato solo il tempo di un week end, il regalo del mio trentunesimo compleanno, ma è bastato per farmi innamorare della zona e sognare di tornarci. Innanzitutto la Villa scelta per alloggiare rispecchiava a pieno l’idea che mi ero fatta del luogo in cui avrei voluto soggiornare durante un viaggio qui. Villa la Palazzetta è un’oasi di pace e tranquillità, dove gli unici suoni che si sentono sono quelli delle cicale, del vento e delle mucche. Tra le colline di Castiglione d’Orcia. Vicina ai borghi imperdibili della Val d’Orcia è stata un punto d’appoggio speciale.

Ma cosa fare e vedere in tre giorni in Val d’Orcia?

La Val d’Orcia è Parco Nazionale, nonché un bene del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Tale titolo le è stato donato data la rilevanza territoriale durante i secoli. I terreni coltivati, i vigneti e l’interazione tra l’uomo e la natura sono il principale motivo per cui oggi possiamo ammirare un paesaggio incredibile. Le famose crete senesi, dove un tempo c’era il mare, si alternano ai campi dorati che offrono uno dei panorami più romantici dell’intera penisola italiana.

Scoprendo la Val d’Orcia

I cinque borghi che fanno parte del Parco della Val d’Orcia e che quotidianamente si impegnano nel preservare le bellezze del luogo sono: Castiglione d’Orcia, San Quirico d’Orcia, Radicofani, Pienza e Montalcino.

Partendo da Castiglione d’Orcia, il mio itinerario di viaggio segue un percorso quasi circolare, comodo per visitare i principali borghi e scoprire spot fotografici incredibili.

Bagno Vignoni è la prima tappa e senza alcun dubbio il paese che più mi ha sorpresa. Merito della grande vasca nella Piazza principale, contenente l’acqua termale calda che sgorga proprio al di sotto della vasca. Il borgo è davvero piccolo piccolo, ma l’originalità del luogo conquista. Al di sotto del paese si trovano i famosi bagni, in cui è possibile trascorrere qualche ora e approfittare degli effetti benefici di questa acqua naturale. Bellissimi e affascinanti se si ama tutto ciò che è storia, i resti romani presenti e da cui è ben visibile come venivano utilizzate le acque termali di Bagno Vignoni in epoca romana. Poco distante si trovano due vie storiche famosissime: la Via Cassia che collegava Roma a Firenze e la Via Francigena, da cui dalla Puglia si poteva raggiungere l’Inghilterra.

Con una piccola deviazione si raggiunge uno dei luoghi più fotografati della Val d’Orcia: il viale di cipressi. Chi viene in Val d’Orcia sarà sicuramente stato attratto da qualche scatto fotografico su una rivista o sul web che immortalava proprio uno di questi viali celebri.

La via che conduce all’agriturismo di Poggio Covili è ben visibile già dalle strade circostanti, impossibile non notare i molti cipressi che sinuosamente si snodano lungo il viale. La luce perfetta del mattino regala scatti bellissimi, uno di quei posti da immortalare.

Proseguendo si arriva a San Quirico d’Orcia, uno dei borghi medievali più caratteristici, circondato dalle antiche mura ancora visibili. Avventuratevi nelle stradine laterali, si possono scoprire graziosi angoli poco frequentati rispetto alla via principale. Qui a San Quirico si trovano alcune attrazioni che meritano una visita: i giardini di Horti Leonini, donati da Francesco I de’ Medici a Diomede Leoni. Questi giardini senza villa, sono stati creati per essere goduti e vissuti dagli abitanti del paese e il grazioso cortile dell’antico ospedale della Scala.

Direzione Pienza

Uno dei posti più belli e panoramici dell’intera valle è la Cappella della Madonna di Vitaleta, già ben visibile dalla strada che da San Quirico d’Orcia porta a Pienza. Impossibile descrivere e rendere giustizia all’autenticità del luogo, di questa cappella posta tra campi di grano e morbide colline. Con una breve passeggiata dal parcheggino che regala anch’essa scorci incantevoli sul paesaggio circostante, si raggiunge questa cappella, tanto famosa e fotografata tanto speciale. Piccola e graziosa, isolata al punto giusto e abbracciata da due cipressi che regalano un po’ di ombra nelle giornate più torride, ovvero quasi sempre, durante la stagione estiva.

Lasciandosi alle spalle la Cappella di Vitaleta la prossima tappa è un altro luogo immerso nella natura e da cui godere di una visuale unica. Direzione Torrenieri, e sulla sinistra si trovano un gruppo di cipressi già ben visibile dalla strada. In realtà i gruppi sono due, uno raggiungibile dopo una breve camminata. Molto caratteristici, sono indubbiamente più fotogenici durante la fioritura dei campi, che circondando gli alberi con il grano dorato rendendo la visuale ancor più graziosa.

Arriviamo così al Borgo di Pienza, uno dei più conosciuti in Toscana. La città ideale del Rinascimento, voluta e creata da Papa Pio II, nasce sopra un colle da cui la vista sul panorama sottostante è memorabile. Il centro storico cittadino è grazioso e raccolto, imperdibile un assaggio del famoso pecorino. Le sue strette vie sono racchiuse tra botteghe di prodotti tipici e trattorie, dove gustare i piatti tipici. Il mio consiglio per il pranzo o la cena è senza dubbio l’Agriturismo il Poderuccio, appena fuori le mura cittadine. Un luogo alla mano e in cui le porzioni abbondanti e il buon cibo sono la priorità!

Viste da cartolina: Monticchiello e Asciano

Avete presente quei tipici viali di cipressi che circondano strade sinuose e che sono la prima immagine a cui pensiamo quando immaginiamo la Val d’Orcia? Se la risposta è si, sono imperdibili due spot fotografici da sogno, uno si trova poco dopo Pienza, direzione Monticchiello.

Questa piccola frazione di Pienza, è un borgo medievale molto grazioso che merita una visita. Prima di raggiungerlo però, il mio consiglio è quello di raggiungere il punto panoramico d’eccellenza su Monticchiello. Da qui, si può ammirare una stretta via tra campi dorati e verdi cipressi, davvero suggestiva.

Il titolo di Re degli scatti fotografici della Val d’Orcia e più in generale della Toscana, per me resta senza dubbio il viale di cipressi di Asciano. Il borgo dista circa 30km da Pienza, di fatto sarebbe fuori dagli itinerari turistici del luogo, ma questo panorama da cartolina accoglie tantissimi visitatori al giorno.

Il merito è dell’incredibile vista che si ha sull’Agriturismo Baccoleno, o meglio, sui suoi cipressi. Il lungo viale è visibile dalle colline poco prima dell’ingresso all’Agriturismo. Da qualsiasi angolazione si scelga di immortalarlo state certi che ne usciranno scatti unici. La sinuosa via in pendenza scende dolcemente tra i campi dorati, da visitare in mattinata o durante il tramonto per godere delle luci migliori.

Montalcino: il borgo più famoso della Val d’Orcia

Tornando al nostro percorso circolare alla scoperta della Val d’Orcia, Montalcino si trova un po’ fuori rotta ma sicuramente merita una visita, fosse solo per degustare il suo Brunello. Uno dei vini italiani più prestigiosi al mondo nasce proprio tra le colline ricche di vigneti che circondano il paese, che è riuscito a farne la sua ricchezza. Le persone con cui ho parlato erano tutte della stessa idea: a Montalcino si mangia bene ovunque. E in effetti le numerose trattorie del centro storico dimostrano quanto questa sia uno dei prestigi di Montalcino, la qualità.

Quello che più mi è piaciuto di Montalcino è stato la bellezza della vita quotidiana che ho scoperto durante la passeggiata tra le sue viuzze senza avere una meta ben precisa. Il lento vivere di queste zone è ciò che più mi affascina.

Vista con degustazione: Cantina Campotondo

Scoprire la Val d’Orcia senza visitare una delle numerose cantine che propongono visite più degustazione è impensabile. La cantina che ho scelto è stata Cantina Campotondo a Campiglia d’Orcia e si è rivelata proprio ciò che desideravo e aspettavo. L’azienda è a conduzione familiare e nelle parole di Elena, ho potuto notare quanta passione e impegno ci vuole per mantenere alta la qualità del prodotto finito e offrire vini memorabili. La visita ai vigneti in cui sono state raccontate le origini e la storia della produzione, con dettagli sulla raccolta e sui processi di lavorazione è stata interessante. In azienda ho visitato la cantina dove si trovano le botti e ho avuto tutte le informazioni sulla conservazione delle varie tipologie di vino prodotte. I vini della Cantina sono Orcia DOC, prodotti in questa speciale zona toscana.

La degustazione si è poi svolta in giardino, sotto fresche piante, ho gustato i quattro vini prodotti da Cantina Campotondo: il Tavoleto, il Mezzodì, il Banditone e il Tocco. Per scoprire di più o per prenotare una visita da loro, potete contattarli sul sito Cantina Campotondo.

Gustarli dopo aver ascoltato i vari racconti sulla nascita e produzione è sempre più piacevole. La Cantina Campotondo produce anche un ottimo olio extra vergine di oliva, che potrete gustare insieme ad altri prodotti tipici a km 0 provenienti dalle aziende circostanti se scegliete di pranzare qui.

Pensieri sparsi

Me ne sono innamorata. La sognavo da tempo ed è stata ancora di più di quello che mi aspettavo. La Val d’Orcia profuma di campi e di sogni, di viste da cartolina e di buon vino. L’ideale sarebbe dedicare una settimana alla sua scoperta e trascorrere così le giornate lentamente, tra paesini medievali e degustazioni di vino. Se il tempo a disposizione è limitato, nessun problema, troverete un luogo di calma in cui potervi ugualmente lasciar andare alla scoperta. La fretta non fa parte di questo luogo meraviglioso, in cui già desidero tornare.

Altri borghi imperdibili: Radicofani, Montepulciano e i Bagni San Filippo.

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