Barocco siciliano, alla scoperta del Val di Noto

Il mio legame con la Sicilia nasce insieme a me, la mia mamma e tutta la sua famiglia sono infatti originari di questa isola magica. Comprendo il dialetto siciliano tanto quanto conosco alla perfezione i piatti tipici e i modi di dire che vengono usati sull’isola. La prima volta in cui però misi piede sulla sua terra fu nel 2016, quando feci un bellissimo viaggio on the road nella Sicilia Occidentale e al Sud. La Sicilia è un’isola grande che merita molto tempo per essere vissuta al meglio e sopratutto completamente. Ecco perché è quasi impossibile riuscire a vedere tutta la sua meraviglia durante un solo viaggio. Così ho iniziato ad organizzare i miei quattro giorni on the road per scoprire una zona siciliana che mi ha sempre incuriosita e la cui storia mi affascina: il Val di Noto e le sue città simbolo del barocco siciliano.

In questa parte sud orientale di Sicilia nel 2002 sono state nominate Patrimonio dell’Umanità UNESCO alcune città barocche di rara bellezza. Un viaggio in Val di Noto non può che cominciare infatti dallo splendore dell’architettura con cui le città e i borghi sono stati (ri)costruiti. Il grosso terremoto del 1693 con annesso tsunami, uno dei più catastrofici eventi naturali storici in Sicilia, distrusse quasi interamente Ragusa, Modica, Scicli e Ispica, rase al suolo Noto e portò gravi danni sino a Siracusa e Catania. La maggior parte vennero costruite da zero in zone diverse da quelle in cui erano ubicate originariamente. Si scelse di edificarle con uno stile che contraddistinse la Sicilia in quell’epoca: il barocco siciliano.

Caltagirone

Dopo il ritiro auto a noleggio in aeroporto, la prima città che scelgo di visitare è Caltagirone, la patria delle ceramiche siciliane. Quello che mi colpisce sin da subito è la luce che irradia tra le vie della città. Una luce calda che bacia le facciate barocche dei palazzi adornati da notevoli sculture che ricordano lo splendore e la nobiltà del periodo storico in cui vennero edificate. A Caltagirone ci sono due cose da fare assolutamente: la prima è curiosare all’interno di uno dei molti negozi artigianali di ceramiche, in cui è impossibile non meravigliarsi per la bellezza e la cura con cui vengono create le sculture. Io decido di acquistare una testa di moro, simbolo siciliano per eccellenza.

La leggenda della Testa di Moro:

La testa di moro conserva una leggenda incredibile. Si narra che una bella ragazza siciliana del quartiere arabo Kalso a Palermo, intorno all’anno 1000 durante la dominazione araba in Sicilia venne conquistata da un aitante arabo che la fece innamorare. La storia andò avanti finché la ragazza non scoprii che il moro doveva fare ritorno a casa, avendo moglie e figli. La giovane donna si sentì tradita e lo uccise nel sonno. Con la testa del moro fece un vaso in cui piantò il basilico che prosperò come mai prima, tanto da raccogliere l’invidia del vicinato che decise di copiare la ragazza realizzando vasi in ceramica con le stesse fattezze dell’uomo.

Un’altra tappa fondamentale a Caltagirone è nel suo punto più famoso: la Scalinata di Santa Maria del Monte. Ogni gradino è decorato con piastrelle dipinte a mano che rappresentano motivi isolani dal X al XX secolo. La scalinata di 142 gradini collega dal 1600 la parte bassa della città con la parte alta ed è tassativamente da percorrere! La fatica è ripagata dalla soddisfazione di essere in uno dei luoghi più belli e caratteristici in Sicilia. Caltagirone racchiude nel suo centro storico viuzze pittoresche e Chiese bellissime che identificano al massimo il barocco siciliano.

PAROLE CHIAVE: Colore, ceramiche, leggende

Ragusa Ibla

Quando si arriva a Ragusa dalla parte alta della città, ovvero la parte più “nuova”, vi apparirà davanti dopo una serie di curve il concentrato di casette del centro storico, Ragusa Ibla. L’impatto a colpo d’occhio dalla Chiesa di Santa Maria delle Scale è scenografico. Le case si inerpicano strette strette su per la roccia, sino a culminare con il Duomo di San Giorgio che domina il panorama cittadino.

Pausa pranzo con prodotti tipici e formaggi ragusani, super consigliata la Trattoria degli Archi con vista speciale dalla terrazza sulla Chiesa Anime Sante del Purgatorio. Camminando su e giù per le ripide vie di Ragusa Ibla gli scorci incantevoli sono numerosi, tra Palazzi Nobiliari di grande pregio e Chiese barocche. Tra queste l’imponente Duomo di San Giorgio che spunta dopo averlo “rincorso” e visto in lontananza dai punti panoramici presenti. Poco lontano molto graziosi i Giardini Iblei, i più antichi giardini di Ragusa.

PAROLE CHIAVE: cibo locale, storia, decadenza

il duomo di san Giorgio

Modica

Famosa per il suo cioccolato, Modica è stata la mia base d’appoggio durante il viaggio on the road in Val di Noto. Incantevole con le sue case un po’ decadenti ma ricche di fascino che viste dall’alto ricordano un presepe, Modica mi ha subito conquistata. Numerosi i punti panoramici da cui ammirare la città. Il primo è indubbiamente dall’alto del Duomo di San Giorgio, da visitare al tramonto quando la luce aranciata illumina le case e l’effetto è pura magia. Per una visuale romantica con protagonista il Duomo bisogna recarsi al Belvedere, da qui il panorama è incantevole. Se amate le viste dall’alto, a due passi dalla Chiesa di San Giovanni Evangelista si trova il Pizzo Belvedere, da cui si ha la visuale completa di Modica e del suo reticolo stradale.

vista panoramica su Modica

Il Duomo di San Giorgio si raggiunge dopo una serie di ripide scalinate adornate da meravigliose bouganville, ed è uno dei maggiori esempi di Barocco siciliano Ibleo. La Torre dell’Orologio dell’antico Castello osserva da uno dei punti più alti di Modica le giornate che scorrono, davvero suggestiva riporta un po’ indietro nel tempo. Imperdibile la colazione a base di granita e brioche alla caffetteria Monumento e al Caffè dell’Arte. Così come le gustose focacce modicane alla Focacceria Don Puglisi.

PAROLE CHIAVE: panorami, Chiese, bouganville

Noto

Il titolo di Regina del Barocco Siciliano lo tiene stretto sicuramente lei, Noto. Il primo esempio di architettura barocca in Sicilia nasce infatti proprio qui, subito dopo il terremoto del 1693, quando l’architetto Rosario Gagliardi insieme ad altri prestigiosi colleghi pianificò la costruzione della nuova Noto. La Noto antica sorgeva infatti più a Nord sul Monte Alveria, dove tutt’ora resiste ed è visibile qualche resto della città. Lo splendore barocco con cui è stata edificata è la dimostrazione della nobiltà, dell’eleganza e del prestigio storico che ha segnato la Sicilia.

Oltre la Porta Reale, l’accesso principale alla città, si susseguono meravigliose Chiese e grandi Piazze, tutte da scoprire. Incantevole la vista panoramica dalla terrazza della Chiesa di Santa Chiara, sulla Cattedrale di Noto, che da qui è ancor più bella. La Chiesa di Santa Chiara con annesso convento delle suore benedettine è davvero interessante come visita, al suo interno viene raccontata la storia del convento e di come si vivesse all’epoca.

Palazzo Nicolaci è probabilmente il più suggestivo palazzo visto durante il mio viaggio. L’esterno offre una serie di balconcini adornati da sculture raffiguranti sfingi, cavalli e sirene e inferriate ricurve che donano al palazzo uno stile elegante e raffinato.

Passeggiando per le strade è facile sentire i profumi di ristoranti presenti, che ricordano tanto quelli che sentivo sin da bambina a casa della mia nonna, i profumi di Sicilia.

PAROLE CHIAVE: splendore barocco, maestosità, eleganza

Scicli

Piccola e graziosa, Scicli che sorge tra tre valli, è un gioiellino da visitare. Scoperta durante una serata settembrina, mi è apparsa in tutta la sua bellezza illuminata dalle luci cittadine che colorano gli edifici barocchi di un caldo dorato. Scicli è un dedalo di viuzze, Chiese, piazzette ed edifici settecenteschi costruiti nel perfetto stile del barocco siciliano. Imperdibile un granita da Nivera, buonissima!

PAROLE CHIAVE: graziosa, specialità gastronomiche, piazze

Info pratiche

Il Val di Noto come il resto della Sicilia è piuttosto economico, dipende poi sempre da cosa si cerca. Per il noleggio auto mi sono affidata a Centauro che si è rivelata un’ottima compagnia. Sul loro sito potrete effettuare un preventivo ed i costi comprensivi di assicurazione completa e conducente aggiuntivo sono allettanti.

Per il soggiorno a Modica ho prenotato direttamente tramite il sito ufficiale del Palazzo degli Olivi, una struttura situata in un edificio barocco del centro di Modica, a due passi dalla Via principale Umberto I. L’appartamento in cui ho soggiornato io è la Terrazza degli Gelsomini, con un bellissimo terrazzo con un altrettanto splendida vista in cui cenare durante le serate siciliane. Il vantaggio dell’appartamento è sempre quello di poter cenare a casa e acquistando i prodotti locali (e qui la scelta è vasta) risparmiare qualcosina.

La cucina tipica siciliana è la protagonista di un viaggio in Sicilia, alcuni dei piatti imperdibili sono: la Pasta alla norma, il tonno e il pesce spada, il pane cunzato, le focacce modicane, la brioche con gelato, la granita al limone, al pistacchio o ai gelsi. Così come i cannoli, gli arancini, i pomodori di Pachino, la pasta di mandorla, m’panatigghi, la cassata siciliana, le cassatelle e i formaggi ragusani.

Le distanze tra le varie città del Val di Noto sono relativamente brevi, indicativamente da Modica a Noto è un’ora di strada e da Modica a Scicli quindici minuti, tutto fattibilissimo anche solo in qualche giorno. A breve arriveranno anche i blog post sul resto del mio viaggio on the road che ha toccato anche Siracusa, Catania e i borghi sul mare, come Marzamemi. Qui sotto la mappa delle località da me visitate.

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